Donne di Montagna: quando la montagna diventa voce, scelta e professione

Marzia Bortolameotti · 11 June 2025

Donne di Montagna: quando la montagna diventa voce, scelta e professione

Una sala piena, cinque storie autentiche, un castello tra i meleti della Val di Non.

Venerdì 6 giugno, a Castel Valer, si è tenuto il talk “Donne di Montagna”, un evento organizzato dalla community Donne di Montagna in collaborazione con la Fondazione Cassa Rurale Val di Non Rotaliana e Giovo, nell’ambito del progetto Achillea – Coltivare parità.

Un appuntamento sold out, in uno dei luoghi simbolo del Trentino, per dare voce a chi ha scelto la montagna non solo come paesaggio, ma come luogo di professione, impresa e visione

I numeri che aprono il contesto

I dati condivisi in apertura dalla moderatrice Marzia Bortolameotti, accompagnatrice di media montagna e fondatrice della community, hanno tracciato un quadro chiaro:

La conclusione è semplice ma urgente: le donne ci sono, ma non sono ancora rappresentate equamente nei ruoli professionali e decisionali legati alla montagna.

Le protagoniste

Al centro della serata, le voci di cinque professioniste della montagna, che incarnano scelte coraggiose, percorsi innovativi e una presenza femminile forte, concreta:

Noemi Bertolini, 17 anni, pilota di elicotteri, sogna il soccorso alpino e fa parte dei Vigili del Fuoco Volontari.
Giorgia Felicetti, aspirante guida alpina, accompagna tra la Val di Fassa e la Val Gardena e ha un passato da atleta di sci alpinismo.
Giulia Marchesoni, ingegnera e campionessa mondiale di ultra skyrunning 2024, coniuga sport e rigore.
Erika Maistrelli, casara e imprenditrice agricola, ha fondato l’azienda Fratta Cucola, recuperando la monticazione.
Viola Framba, artigiana tessile, dà nuova vita alla lana locale con il progetto La Lana Lunatica.

Un confronto autentico

Tra domande aperte, scambi profondi e momenti emozionanti, si è parlato di cosa significa lavorare in quota, sfidare aspettative culturali, creare impresa, affrontare ostacoli e immaginare un futuro diverso per la montagna.

Molto sentito anche il tema della rappresentazione: le partecipanti hanno raccontato quanto conti vedere altre donne nei ruoli tecnici, atletici e imprenditoriali. Un confronto che ha evidenziato quanto sia prezioso avere spazi dedicati, come Donne di Montagna, dove le esperienze non restano isolate ma diventano rete.

Un brindisi per chiudere

Dopo la visita al castello e il talk, la serata si è conclusa con un brindisi nella loggia, tra sguardi accesi e connessioni nuove. Perché raccontare queste storie non è solo un atto di visibilità, ma un modo per aprire sentieri per chi verrà.

Donne di Montagna si conferma un luogo di parola, comunità e possibilità.

Dove il coraggio di scegliere diventa racconto. Ed il racconto, trasformazione

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