Fiore di Roccia” di Ilaria Tuti – Le eroine dimenticate delle montagne friulane

Marzia Bortolameotti · 1 August 2025

Quando si parla di eroi della Prima Guerra Mondiale, il pensiero corre spesso ai soldati nelle trincee, ai generali, agli scontri sanguinosi in alta quota. Ma esiste una pagina quasi dimenticata della nostra storia, una pagina scritta con passi silenziosi, spalle curve sotto il peso di zaini carichi di speranza, e occhi puntati verso le cime. È la storia delle Portatrici Carniche, donne straordinarie che hanno sfidato la guerra armate solo di coraggio, amore e tenacia.

A queste donne, e a quella montagna che le ha temprate, Ilaria Tuti dedica il suo romanzo “Fiore di Roccia”, edito da Longanesi. Un libro potente, necessario, che risuona profondamente con il cuore di chi, come noi, ama la montagna non solo per la sua bellezza, ma per le storie di forza e resistenza che custodisce.

Chi erano le Portatrici Carniche?

Erano madri, figlie, sorelle. Donne semplici, contadine delle vallate friulane che, durante il primo conflitto mondiale, si offrirono volontarie per portare rifornimenti ai soldati italiani lungo i sentieri impervi delle Alpi Carniche. Percorrevano chilometri a piedi ogni giorno, con sulle spalle fino a 30 kg di materiale: viveri, munizioni, medicinali. E, a volte, portavano giù anche i feriti.

Non erano militari, non avevano addestramento. Ma sapevano orientarsi nella nebbia, conoscere le insidie del sentiero, sfidare il freddo, il rischio dei bombardamenti e della morte.

Il romanzo: una voce femminile per voci dimenticate

“Fiore di Roccia” racconta questa storia attraverso gli occhi di Agata, un personaggio inventato ma ispirato alle tante donne reali che parteciparono a questo servizio. Agata è giovane, riservata, ma possiede una forza silenziosa e profonda. Attraverso di lei, l’autrice ci fa vivere la fatica dei passi, l’orgoglio del servizio, l’umanità che sopravvive anche in mezzo alla guerra.

Il libro è ricco di descrizioni paesaggistiche che ci restituiscono l’atmosfera delle montagne friulane, e ci fa entrare nel mondo delle portatrici con rispetto, delicatezza e realismo.

Perché leggere “Fiore di Roccia”?

Perché è un omaggio doveroso alla memoria storica femminile, spesso dimenticata.

Perché celebra una forma di resistenza silenziosa, fatta di azioni quotidiane e coraggio instancabile.

Perché racconta la montagna non solo come sfondo, ma come protagonista che forma il carattere e lo spirito.

E perché ci ricorda che anche in tempo di guerra, le donne hanno saputo costruire ponti di vita dove altri portavano distruzione.

Un libro per tutte le donne di montagna

Noi che amiamo i sentieri, che conosciamo il silenzio dei boschi e la durezza delle salite, sentiremo in “Fiore di Roccia” qualcosa di nostro. Una sorellanza invisibile con quelle donne che hanno camminato prima di noi, con passi lenti ma inarrestabili.

È un libro che ci invita a riconoscere la forza che portiamo dentro, a non dimenticare le storie che la storia ha taciuto, e a camminare – sempre – con il cuore rivolto alle cime.

Marzia Bortolameotti

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