Trekking Donne di Montagna: Giro dei 5 Laghi + Cima Serodoli (17 km, 1290 m)

Marzia Bortolameotti · 2 July 2025

Un percorso ad anello tra i laghi più belli di Madonna di Campiglio, con la conquista della Cima Serodoli: un'esperienza intensa, libera e profondamente femminile.

Lago Nambino – Inizio dolce, anima accesa

Il sentiero parte dalla Piana di Nambino e in breve porta al suggestivo Lago Nambino, a 1.767 metri di quota. Circondato da larici e abbracciato dal Rifugio omonimo, è il luogo ideale per iniziare a respirare a pieni polmoni e lasciare andare la frenesia. È una porta gentile che ti introduce alla vera montagna, quella che ti osserva in silenzio e ti invita a riscoprirti passo dopo passo.

Lago Nero – Il silenzio che parla

Il sentiero sale in modo più deciso e il paesaggio si fa austero. Appare il Lago Nero, cupo, profondo, misterioso. Le sue acque riflettono le rocce scure e l'atmosfera diventa potente. Qui tutto si fa essenziale. È uno di quei luoghi dove ti fermi e, semplicemente, ascolti. Il battito del cuore, il vento, la tua voce interiore. Un momento solo tuo.

Lago Serodoli – Il cuore alto del percorso

A 2.370 metri di altitudine, il Lago Serodoli ti accoglie con le sue acque cristalline e l’aria limpida dell’alta quota. È un luogo forte, dove la montagna si mostra in tutta la sua bellezza aspra. Qui il cielo sembra più vicino, e ogni pensiero pesante resta indietro. Guardando l’acqua ferma, ti senti libera. Ti senti vera. Ed è proprio qui che ho deciso di puntare più in alto.

Cima Serodoli – Vetta conquistata, vista sul Lago Gelato

Una traccia non segnata ma ben evidente porta dalla conca del Lago Serodoli alla cima omonima, a circa 2.700 metri. È la parte più tecnica dell’escursione, una salita tra pietraie e creste che richiede passo sicuro, respiro costante e presenza. In vetta, tutto si apre: le Dolomiti di Brenta, il gruppo Adamello-Presanella, e sotto di te, incastonato tra le rocce, il Lago Gelato (il terzo lago ufficiale del Giro segnato del Parco Naturale Adamello Brenta). Un punto di vista privilegiato. Una vittoria personale. Qui mi sono sentita forte come non mai.

Lago Lambin – La quiete dopo la sfida

Ridiscendendo dalla cima, il sentiero riprende tra praterie e pietraie e conduce al Lago Lambin. Piccolo, raccolto, immerso nel silenzio. Dopo lo sforzo della vetta, è un abbraccio. È il momento in cui l’adrenalina si placa e lascia spazio alla gratitudine. Sei lì, presente, in pace. Te lo sei meritato.

Lago Ritorto – Chiusura perfetta di un cerchio

Il Lago Ritorto è l’ultimo gioiello del giro. Più ampio, incorniciato dai monti, offre una vista straordinaria sul gruppo del Brenta. È il momento in cui tutto si ricompone: il corpo è stanco ma felice, il cuore pieno, la mente chiara. Qui ho sorriso, pensando a ogni passo fatto, a ogni piccola sfida superata. È il lago della consapevolezza.

Rientro verso Malga Ritorto e Piana di Nambino

Dopo il Lago Ritorto, il sentiero scende dolcemente verso Malga Ritorto, dove puoi fermarti a fare una pausa, e infine rientra alla Piana di Nambino, chiudendo l’anello. In quel momento ho sentito una sola cosa: pienezza. Non solo per ciò che avevo visto, ma per come mi ero sentita lungo il cammino.

Un messaggio per tutte le donne di montagna

Questo trekking non è solo un giro tra laghi. È un percorso dentro sé stesse. Camminare in quota, respirare con il cuore, salire una cima che pochi raggiungono: sono atti che ti cambiano. Ti ricordano che sei capace, che sei forte, che non devi chiedere il permesso a nessuno per scegliere la tua vetta.

La montagna non giudica. Ti accompagna. Ti mette alla prova e poi ti regala bellezza. Ogni donna dovrebbe concedersi almeno una volta un viaggio così: lungo, vero, faticoso, ma profondamente liberatorio.

Non serve andare lontano per trovare libertà. Serve solo salire, guardare, ascoltarsi. E dire: io ci sono.

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