Ilaria Rossetti: rinascere dopo la caduta
Marzia Bortolameotti · 22 August 2025
Al km 180 del Tor des Géants 2023, la gara di endurance più dura del mondo – 330 km e 26.000 m di dislivello tra i sentieri della Valle d’Aosta – la vita di Ilaria Rossetti è cambiata per sempre. Un passo falso, un dirupo roccioso, il volo. A terra, il silenzio. Nessuna sensibilità alle gambe. Il soccorso alpino valdostano l’ha recuperata in elicottero con il verricello. La diagnosi è stata spietata: frattura vertebrale con frammenti che schiacciavano il midollo spinale. Un intervento d’urgenza di decompressione e stabilizzazione, poi l’incertezza: «Non sappiamo se camminerà di nuovo.»
La salita dopo la caduta
Per Ilaria quello non era un punto d’arrivo, ma un nuovo inizio. La paralisi parziale a gambe e glutei rendeva impossibile correre, ma non le ha mai tolto la determinazione. Sono seguiti mesi di clinica riabilitativa, fisioterapia e allenamenti estenuanti, fisicamente e mentalmente. L’amore per la montagna è stato la sua bussola. E vivere ad Antagnod, in Val d’Ayas, a 1700 metri di quota, ai piedi del Monte Rosa, le ha permesso di trasformare i sentieri e le piste che conosceva da sempre in una palestra a cielo aperto. Accanto a lei, i figli e gli amici – “una medicina fondamentale” – e un team di fisioterapiste instancabili, capaci di spronarla ma anche di frenarne l’impazienza. Passo dopo passo, Ilaria è tornata a muoversi: prima lo scialpinismo in salita, poi, con l’aiuto del figlio maestro di sci, di nuovo le discese. Ha ricominciato a camminare per i sentieri, a guidare, persino a salire in bicicletta. La fisioterapia oggi somiglia più a un allenamento di forza ed equilibrio. Non potrà più correre né saltare, ma ciò che è riuscita a riconquistare ha il sapore di un’impresa straordinaria.
Le nuove sfide
Nel 2024 ha partecipato con orgoglio al Trofeo Mezzalama Open, una speciale edizione dimostrativa pensata per atleti con disabilità, che percorre alcuni tratti del mitico percorso di sci alpinismo. È un progetto innovativo che punta a rendere il Mezzalama sempre più inclusivo, con l’obiettivo di istituire una sezione ufficiale dedicata entro il 2027.E il suo cammino prosegue: oggi si sta preparando per affrontare il MCC (Martigny-Combe–Chamonix) – 40 km con 2.300 m di dislivello – come membro del Team Adaptive di UTMB, un progetto che raccoglie atleti con disabilità o che hanno superato gravi malattie, per far emergere resilienza, inclusione e la capacità di trasformare una ferita in forza.
La montagna, maestra severa
La montagna le ha tolto molto, ma le sta restituendo altrettanto. Il prezzo è stato alto, ma sopportabile. Perché la montagna è così: severa, dura, spesso crudele. Ma chi sa ascoltarla impara che dietro ogni ferita ci sono nuove lezioni, nuove possibilità, una bellezza che va oltre i limiti.
More articles
- WIN - Women in Nature e le sue Ambassador
WIN - Women in Nature, nato per celebrare, connettere e valorizzare le donne che vivono la montagna e la natura con passione, determinazione e rispetto, ha le sue Ambassador. - Attraversare la bellezza: il valore dei cammini - Oropa
Il cammino non è una semplice camminata, ma una forma di meditazione in movimento. - La natura che cura: neuroscienze e benessere outdoor
Le neuroscienze e la neurobiologia hanno rivelato che l'esposizione agli ambienti naturali non è solo una piacevole sensazione soggettiva, ma produce una vera e propria riorganizzazione neurofisiologica del nostro cervello - Montagne illustrate
Storie (illustrate) di montagna - Yoga e natura
Praticare yoga all'aperto. Conversazione con Benedetta Parroni, insegnante di yoga a Roma - Il silenzio ritrovato
Elogio del silenzio