La Montagna che Rigenera
Marzia Bortolameotti · 21 May 2025
Storie di donne, libertà e rinascita tra i sentieri dell’anima
Non ci stancheremo mai di raccontare quanto bene faccia vivere la montagna. Non solo dal punto di vista fisico, ma soprattutto per ciò che regala alla mente e allo spirito. Camminare tra i boschi, affrontare le creste, salire verso le cime – senza dare troppa importanza alla difficoltà o all’intensità dell’impresa – è un modo per riconnettersi con se stessi e col mondo naturale.
Quando poi una semplice passeggiata si trasforma in un cammino di più giorni, magari con notti passate in tenda o in un bivacco improvvisato, allora non si parla più solo di trekking. Si parla di trasformazione. Di una nuova vita che prende forma nella quiete, nella fatica, nella bellezza e nella libertà che solo la montagna sa offrire.
È questo il messaggio che noi di Donne di Montagna portiamo avanti da tempo. Un messaggio che già abbiamo raccontato con le storie di Zoe, Lisa e tante altre compagne di avventura. Oggi lo confermano e lo amplificano anche Vanessa e Griet, due donne diverse ma accomunate da un destino: quello di essere rigenerate dalla montagna.
Vanessa Pacher – “Metamorfosi” lungo la Translagorai
Vanessa ci racconta la sua esperienza nella sua opera Metamorfosi – I volti della montagna lungo la Translagorai. Un diario emotivo nato nel 2020, durante l’estate della pandemia, lungo uno dei percorsi più affascinanti e selvaggi delle Alpi: la Translagorai. Circa 80 chilometri da percorrere in 5 o 6 giorni, immersi nella natura incontaminata, lontani dalla civiltà.
Il suo non è solo un trekking: è un pellegrinaggio interiore, un cammino di liberazione. Vanessa, con un pizzico di autoironia, racconta paure e ostacoli superati. Soprattutto la paura di affrontare la montagna da sola, in quanto donna. Una barriera mentale che ha saputo abbattere passo dopo passo, ritrovando la propria forza in quella libertà che solo il camminare da soli sa dare.
“Camminare in un bosco all’imbrunire, risalire una cima da sola… era qualcosa che non pensavo possibile. Invece ho scoperto che potevo farlo, e che ne avevo bisogno.”La montagna per Vanessa è diventata un simbolo: non solo paesaggio, ma presenza viva, compagna di crescita, protagonista silenziosa di una metamorfosi.
Griet Sebrechts – Una casa tra le montagne del Friuli
La storia di Griet, invece, parte da un caso fortuito. Belga, 42 anni, nel 2022 cerca online un corso di scultura del legno in montagna. Le risponde Paolo, 80 anni, che la invita in campeggio a Collina, in Friuli. E così, senza sapere bene cosa aspettarsi, Griet arriva e scopre una nuova dimensione di sé.
“Mi sembrava di riuscire a respirare meglio”, racconta. Dopo cinque giorni ha già scolpito una maschera di legno, ma soprattutto si è innamorata di quel luogo, dei suoi silenzi, delle sue montagne. Torna l’anno dopo, temendo di non ritrovare la magia della prima volta. Ma invece la ritrova, anzi: la riscopre, più intensa che mai. Le stagioni si susseguono – estate, autunno, inverno, primavera – e ogni ritorno è un passo in più verso una scelta di vita.
Nell’autunno del 2023, Griet si trasferisce a vivere lì. “Non è facile lasciare tutto e ricominciare da zero. Però ogni mattina guardo la montagna dal balcone, ascolto il rumore del fiume, e mi sento la donna più fortunata del mondo.”
La Montagna è di tutti, se impariamo a rispettarla ed a viverla
Queste storie ci ricordano che la montagna rigenera. Non solo chi la conquista con piccozza e corda, ma anche chi la vive con lentezza, ascolto e rispetto. Chi cammina per trovare qualcosa, o per perdersi un po’. Chi cerca la bellezza e trova anche forza, pace e consapevolezza.
Noi di Donne di Montagna siamo qui proprio per questo: per creare occasioni, per costruire opportunità, per accompagnare – in sicurezza, in compagnia o in autonomia – chi vuole fare della montagna un cammino personale.
Ogni passo è una piccola rinascita.
#donnedimontagna
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