LaMunt e Donne di Montagna. Quando due strade si incontrano in quota
Marzia Bortolameotti · 7 May 2026
Ci sono incontri che succedono per caso e ci sono incontri che sembrano inevitabili. Quello tra Donne di Montagna e LaMunt appartiene alla seconda categoria.
Due realtà nate in momenti diversi, in luoghi diversi, con strumenti diversi — una community che da dieci anni costruisce ponti tra le donne e la montagna, un brand di abbigliamento tecnico che ha riscritto le regole del vestire in quota — eppure cresciute attorno alla stessa intuizione: che la montagna è uno spazio femminile. Che le donne non aspettano di essere invitate. Che il problema, semmai, è che nessuno aveva ancora progettato davvero per loro.
L’origine di un nome
LaMunt nasce nel 2020 da un’idea di Ruth Oberrauch, fondatrice del brand e vice-presidente del Gruppo Oberalp, la casa madre altoatesina di Salewa, Dynafit, POMOCA, Wildcountry e Evolv. La domanda che sta alla base del progetto è disarmante nella sua semplicità: perché l’abbigliamento tecnico da montagna per donne è quasi sempre una versione ridotta, rimpicciolita, di quello maschile?
Il nome scelto per rispondere a quella domanda viene dal ladino parlato in Val Badia — la munt, la montagna — al femminile, come la nonna Herta di Ruth aveva sempre detto. Un dettaglio piccolo e preciso, che racconta molto: non si tratta solo di cucire capi diversi, ma di guardare la montagna da un punto di vista diverso. Il motto del brand, “Shape Her Identity”, sintetizza questa promessa: non adattare il corpo femminile a un capo pensato per altri, ma costruire il capo attorno a quel corpo, alle sue curve, alle sue esigenze, alla sua libertà di movimento.
By women, for women: non è uno slogan
LaMunt è un brand pensato e creato da donne, per donne. Non come operazione di marketing, ma come metodo di lavoro. Il team è tutto al femminile. Ognuna porta la propria esperienza di montagna dentro il processo, dalla prima bozza alla zip finale.
Il design di LaMunt si riconosce a colpo d’occhio grazie all’Ali Shape: linee sinuose e forme arrotondate ispirate alle ali, che definiscono i tagli e le silhouette dei capi valorizzando le curve del corpo femminile. Le Smart Fit Solutions traducono questa visione in soluzioni funzionali concrete: le fit extension — zip laterali sui fianchi — rendono la giacca adattabile a forme diverse, i polsini risvoltabili permettono di regolare la lunghezza delle maniche. Dettagli pensati per assecondare la fisionomia femminile piuttosto che ignorarla.
E poi c’è un dettaglio che dice tutto: ogni prodotto porta il nome di una donna del team o della community che lo ha ideato, sviluppato o ispirato. Alberta, Irmi, Katharina, Tiziana, Erika — non sono nomi inventati dal marketing. Sono persone. È un gesto che sembra piccolo, ma che rispecchia una filosofia coerente: chi progetta per le donne dev’essere, prima di tutto, una donna che la montagna la vive davvero.
Enjoy your Me Time
C’è una frase che LaMunt stampa all’interno delle tasche e sui bordi interni dei propri capi: Enjoy your Me Time. Non è uno slogan pubblicitario. È una dichiarazione d’intenti.
Prendersi del tempo per sé — in montagna, nel movimento, nella natura — non è un lusso. È una necessità che troppe donne faticano ancora a rivendicare senza sensi di colpa. LaMunt lo sa. Lo scrive letteralmente addosso a chi indossa i suoi capi. L’idea di Mountain Me-Time è il cuore pulsante del brand: la montagna come luogo in cui ritrovare sé stesse, staccare dalla frenesia del quotidiano, dare valore al percorso più che alla meta. Non importa se la disciplina è lo scialpinismo, il trekking, il fitness hiking o una semplice passeggiata nel bosco. Quello che conta è l’esperienza vissuta.
Per Donne di Montagna, questo concetto non è una novità — è il punto di partenza. La community nasce esattamente da qui: dall’idea che la montagna fa bene, che farlo insieme è ancora meglio, e che il livello tecnico non dovrebbe mai essere una barriera d’accesso.
Due community che si riconoscono
Donne di Montagna esiste da dieci anni. È nata dalla voce di Marzia Bortolameotti, giornalista e accompagnatrice di media montagna, che ha trasformato una passione personale in un ecosistema: oltre 40.000 donne su Instagram, migliaia su Facebook e newsletter, centinaia di donne accompagnate in quota organizzate dal Trentino in avanti. L’obiettivo non è mai cambiato: rendere la montagna accessibile a tutte le donne, costruire una rete, creare spazi in cui nessuna si senta fuori posto o inadeguata. Non importa il livello tecnico, l’età, il punto di partenza.
LaMunt ha costruito la propria Crew — una community eterogenea di opinion leader, imprenditrici, giornaliste e sportive, italiane, tedesche e svizzere, unite dalla passione per la montagna. La Crew segue il brand fin dalla fase embrionale, testa i prodotti, partecipa a workshop, porta feedback reali che diventano modifiche concrete: una tasca spostata più in su di qualche centimetro, una zip magnetizzata per migliorare il comfort, una vestibilità ridisegnata. Si ritrovano almeno due volte l’anno ai LaMunt Crew Events, dove l’amicizia è sincera e il senso di appartenenza tangibile.
Quando le due realtà si sono incontrate, non c’è stato bisogno di spiegare molto. Il linguaggio era già lo stesso.
Non una sponsorship: una sovrapposizione di valori
Quella tra LaMunt e Donne di Montagna non è una sponsorship nel senso tradizionale del termine — un logo su una maglietta, un banner su un sito. È una collaborazione che nasce dalla sovrapposizione genuina di valori: empowerment femminile, rispetto per la natura, comunità come strumento di crescita.
Ruth Oberrauch e Marzia Bortolameotti hanno costruito le proprie realtà partendo dalla stessa convinzione — che le donne meritano di più dal mondo outdoor — e declinandola in forme complementari: una nell’abbigliamento tecnico, l’altra nella montagna esperienziale. Non è un caso che LaMunt abbia inaugurato ad aprile 2025 il suo primo negozio a Monaco di Baviera chiamandolo LaMunt Store & Community Place. La parola community non è un’aggiunta: è il punto di partenza.
Nelle esperienze di Donne di Montagna, LaMunt è presente come brand che capisce davvero chi siamo e cosa cerchiamo quando usciamo. Perché i capi che indossiamo in montagna non sono dettagli: sono parte del modo in cui ci muoviamo, ci sentiamo sicure, ci prendiamo cura di noi stesse. Ogni dettaglio è studiato nei minimi particolari — dalle cuciture alle zip, dalla traspirabilità alla vestibilità — perché in montagna il comfort non è una concessione estetica. È sicurezza. È libertà di muoversi senza pensarci.
Sostenibilità: un valore che condividiamo
Sia LaMunt che Donne di Montagna credono che amare la montagna significhi anche proteggerla. LaMunt lo traduce in scelte concrete attraverso il programma LaMunt Cares: materiali riciclati e naturali di alta qualità — dal cashmere post-industriale al poliestere rigenerato —, rinuncia totale ai PFAS (i composti chimici inquinanti e nocivi per la salute, tradizionalmente usati per l’impermeabilizzazione), finiture DWR senza PFAS, e adesione alla Fair Wear Foundation per garantire condizioni di lavoro eque lungo tutta la filiera produttiva. I materiali sono certificati Bluesign®.
Una delle innovazioni più rappresentative è il ReMOCA Pad®: un’imbottitura isolante sintetica ricavata dagli scarti di produzione delle pelli da scialpinismo POMOCA, trasformata in un materiale ad alte prestazioni termiche grazie alla collaborazione con Imbotex, azienda italiana leader nelle imbottiture tessili fondata nel 1955. L’intuizione è di Ruth; la realizzazione, di Stefania, CEO di Imbotex. Una storia tutta al femminile, anche quella. Il risultato è un materiale leggero, comprimibile, che mantiene le sue proprietà isolanti anche da bagnato — e che nasce letteralmente da ciò che prima veniva buttato via.
Non è greenwashing. È un modo diverso di pensare il prodotto, che parte dal presupposto che la montagna che ci ispira è la stessa che dobbiamo restituire intatta.
La montagna ci unisce e insieme andiamo più lontano
Non serve scalare vette impossibili per sentire che qualcosa cambia, quando esci. Basta un sentiero, il peso dello zaino sulle spalle, il fiato che si regola, il pensiero che rallenta.
LaMunt e Donne di Montagna credono entrambe in questa cosa semplice: che la natura fa bene alle donne. Che farlo insieme è ancora meglio. E che avere gli strumenti giusti — i capi giusti, la comunità giusta — fa la differenza tra dire “ci provo” e dire “ci torno”.
Due storie nate in punti diversi della stessa catena montuosa, che a un certo punto si sono trovate sullo stesso sentiero. E da lì, hanno deciso di continuare a camminare insieme.
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