L’India lancia la prima policy per le donne che viaggiano da sole

Marzia Bortolameotti · 11 March 2026

Il turismo al femminile è uno dei fenomeni più interessanti che stanno trasformando il modo di viaggiare negli ultimi anni. Sempre più donne scelgono di partire da sole, organizzare trekking, esplorare nuovi territori e vivere esperienze nella natura in autonomia. Tuttavia, quando si parla di montagna e outdoor, esistono ancora ostacoli concreti: sicurezza, mancanza di servizi pensati per le donne e difficoltà nel trovare reti di supporto.

Per questo la notizia che arriva dall’India è particolarmente interessante. Lo stato dell’Himachal Pradesh, una delle principali regioni montane dell’Himalaya, ha annunciato la SheTravel Policy 2026, una strategia pubblica pensata per favorire il viaggio delle donne da sole e rendere il territorio una destinazione più sicura e inclusiva.

L’obiettivo dichiarato è chiaro: aumentare la percentuale di donne che viaggiano da sole dal 18% al 35% entro il 2028. Non si tratta però solo di marketing turistico, ma di un vero progetto di trasformazione dell’ecosistema turistico della montagna.
Un modello di turismo pensato per le donne

La SheTravel Policy nasce con l’idea di sviluppare una destinazione che tenga conto delle esigenze delle viaggiatrici. In altre parole, progettare il turismo con una prospettiva di genere, intervenendo su sicurezza, infrastrutture e opportunità di lavoro.

Uno degli strumenti principali sarà SheShield, una nuova app dedicata alla sicurezza delle viaggiatrici. L’app permetterà di attivare un pulsante SOS collegato alle autorità locali, condividere la posizione in tempo reale con contatti di fiducia e segnalare eventuali situazioni di pericolo. All’interno della piattaforma sarà inoltre possibile trovare informazioni su servizi, alloggi e operatori turistici verificati.
Parallelamente verrà avviato un programma di certificazione per strutture ricettive women-friendly, pensato per garantire standard di sicurezza e accoglienza adeguati alle viaggiatrici. L’obiettivo è creare una rete di migliaia di alloggi certificati che possano diventare punti di riferimento per chi sceglie di viaggiare in autonomia.

Più donne nel turismo di montagna

Un altro elemento centrale della policy riguarda il lavoro. Il progetto prevede infatti la formazione di migliaia di donne come guide trekking, accompagnatrici turistiche e operatrici del settore. In questo modo il turismo femminile non diventa solo un segmento di mercato, ma anche un’opportunità concreta di occupazione e imprenditorialità.

Tra le azioni previste c’è anche la creazione di nuove figure dedicate alla sicurezza dei luoghi turistici e la realizzazione di hub informativi per le viaggiatrici in ogni distretto della regione. Inoltre verrà istituito un fondo dedicato allo sviluppo dell’imprenditoria femminile nel turismo, con l’obiettivo di sostenere progetti guidati da donne all’interno dell’economia locale.

Audit di sicurezza nei luoghi turistici

La politica prevede anche una revisione approfondita delle principali destinazioni turistiche della regione. Verranno effettuati audit di sicurezza su centinaia di siti turistici, analizzando elementi come illuminazione, accessi, presenza di sistemi di sorveglianza e collegamenti di trasporto. L’obiettivo è identificare le criticità e migliorare l’esperienza delle viaggiatrici, rendendo la montagna più accessibile e sicura per chi decide di esplorarla da sola.

Il boom delle donne che viaggiano da sole

Questa iniziativa si inserisce in un trend globale sempre più evidente. Il solo female travel, ovvero il viaggio delle donne in autonomia, è uno dei segmenti turistici in più rapida crescita. Molte donne scelgono la montagna proprio per ciò che rappresenta: libertà, autonomia, contatto con la natura e possibilità di mettersi alla prova. Tuttavia la sicurezza percepita e la mancanza di reti di supporto restano spesso un limite. Creare destinazioni che tengano conto di questi aspetti significa intercettare una domanda crescente e allo stesso tempo rendere il turismo più inclusivo.

Un segnale anche per le destinazioni alpine

La SheTravel Policy dell’Himachal Pradesh mostra come il turismo outdoor al femminile possa diventare una leva strategica per lo sviluppo dei territori montani. Investire nella sicurezza, nella formazione delle professioniste dell’outdoor e nella creazione di servizi dedicati non significa solo attrarre più turiste, ma anche costruire comunità più inclusive e opportunità economiche per le donne.

E forse questa è la domanda più interessante che emerge da questa iniziativa: cosa succederebbe se anche le destinazioni alpine iniziassero a progettare la montagna pensando davvero alle donne?

Il futuro del turismo outdoor potrebbe passare proprio da qui: una montagna più accessibile, più sicura e più condivisa.

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