Martine Rolland: la prima donna guida alpina in Europa e pioniera dell’alpinismo femminile

Marzia Bortolameotti · 11 August 2025

Chi è Martine Rolland

Nel 1983, un vento nuovo ha iniziato a soffiare tra le vette europee. Quel vento aveva il volto di Martine Rolland, francese, nata nel 1949, e portava con sé un messaggio chiaro: anche le donne possono guidare, professionalmente e con competenza, gli altri sulle montagne più difficili del mondo.
Fino a quel momento, il titolo di guida alpina di alta montagna era stato un territorio esclusivamente maschile. Entrare a far parte di questa élite richiedeva non solo abilità tecniche straordinarie, ma anche la forza di affrontare un sistema e una cultura che non contemplavano la presenza femminile. Martine non solo lo ha affrontato: lo ha cambiato.

Dalla passione all’alta quota

Fin dall’infanzia, Martine si sente attratta dalle montagne come da un richiamo irresistibile. Non si limita a camminare o a scalare qualche vetta: sceglie di spingersi sempre più in alto, dove il terreno diventa tecnico, il respiro si fa corto e il freddo taglia la pelle.
Negli anni Settanta e Ottanta, quando poche donne si avventurano in spedizioni di alta quota, lei è già protagonista di salite di prestigio. Tra le sue imprese più celebri:

Broad Peak (8.051 m) in Himalaya, una vetta che segna la storia dell’alpinismo femminile.

Parete sud del Denali (ex McKinley) in Alaska, salita in autonomia e senza ossigeno, un gesto che dimostra indipendenza tecnica e resistenza fisica eccezionale.

Ogni spedizione non è solo una sfida fisica, ma un laboratorio interiore dove Martine impara a conoscere i propri limiti e a superarli.
Il diploma che ha cambiato la storia

Il momento decisivo arriva nel 1983, quando Martine completa la formazione presso l’École Nationale de Ski et d’Alpinisme di Chamonix, il tempio della formazione per guide alpine. Qui affronta un percorso impegnativo fatto di tecniche di arrampicata, progressione su ghiaccio e neve, gestione della sicurezza e psicologia della guida.
Quando riceve il diploma ufficiale di prima guida alpina donna in Europa, non è soltanto un traguardo personale: è una conquista collettiva per tutte le donne appassionate di montagna, che finalmente vedono riconosciuta la possibilità di trasformare la loro passione in professione.

Vita tra cime e orizzonti lontani

La carriera di Martine non si ferma al titolo. Continua a guidare clienti su itinerari impegnativi, a partecipare a spedizioni internazionali e a trasmettere la sua esperienza.

La sua visione della montagna è completa: la considera una scuola di vita, un luogo dove il rispetto per la natura, la preparazione tecnica e la fiducia reciproca sono fondamentali.
Un’eredità scritta: il libro “Première de cordée”

Negli anni più recenti, Martine ha deciso di raccontare il suo percorso nel libro Première de cordée. Non si tratta di un semplice diario di ascensioni, ma di una narrazione che intreccia avventure, emozioni e riflessioni sulla condizione femminile in un ambiente dominato dagli uomini.

Nel libro emergono i momenti di gioia – una vetta raggiunta, un’alba vista da un campo alto – e quelli di difficoltà, come le diffidenze incontrate e le prove fisiche estreme. È una testimonianza preziosa per chi vuole comprendere non solo la storia di una donna straordinaria, ma anche il contesto culturale dell’alpinismo di quegli anni.
Perché è un’icona per le donne di montagna

Martine Rolland rappresenta:

Coraggio nel rompere le barriere di genere e affrontare pregiudizi.

Competenza tecnica maturata in alcuni degli ambienti più severi del pianeta.

Ispirazione per nuove generazioni di donne che vedono la montagna non come un limite, ma come un orizzonte da esplorare.

Il suo esempio ricorda che l’alpinismo non è solo un’attività fisica, ma un atto di libertà e autodeterminazione.

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