Poorna Malavath: la più giovane scalatrice dell’Everest che ha ispirato il mondo

Marzia Bortolameotti · 30 July 2025

Poorna Malavath: la più giovane scalatrice dell’Everest che ha ispirato il mondo

“Ho voluto dimostrare che le femmine possono fare qualsiasi cosa.” — Poorna Malavath

Una storia di coraggio, ispirazione e alpinismo femminile

Nel mondo dell’alpinismo, dominato per decenni da figure maschili, si fanno strada sempre più donne capaci di superare i limiti fisici e mentali imposti dalla società. Una di queste è Poorna Malavath, una giovane indiana che a soli 13 anni ha compiuto un’impresa incredibile: ha raggiunto la vetta dell’Everest, diventando così la più giovane donna al mondo a conquistare il monte più alto della Terra.

Questa storia straordinaria non è solo una testimonianza di resistenza e determinazione, ma anche un faro di speranza per le nuove generazioni di ragazze che sognano di scalare le montagne — non solo quelle fisiche, ma anche quelle sociali, culturali e personali.

Da un piccolo villaggio all’Himalaya: chi è Poorna Malavath

Nata il 10 giugno 2000 in un villaggio rurale del sud dell’India, in una famiglia umile, Poorna cresce in un contesto dove le opportunità per le donne sono spesso limitate. Eppure, fin da piccola dimostra una forza d’animo fuori dal comune.

La sua prima esperienza significativa in montagna avviene durante una gita scolastica al monolite di Bhongir Fort, dove l’altezza della parete la terrorizza. Le sue gambe tremano, gli occhi si riempiono di lacrime. “Non ce la farò mai”, pensa. Ma il suo insegnante — un agente di polizia locale — la incoraggia: “Puoi farcela.” E quel momento segna l’inizio di una trasformazione profonda.

La preparazione fisica e mentale di una giovane alpinista

Poorna non si ferma. Inizia ad allenarsi con disciplina, praticando sport tradizionali come il kabbadi per sviluppare forza e resistenza. Partecipa a escursioni, si abitua all’altitudine, si misura con il freddo e la fatica. L’obiettivo è chiaro: scalare l’Everest.

Prima della grande sfida, affronta l’ascesa al Mount Renock come preparazione. E quando finalmente arriva il giorno della spedizione himalayana, Poorna è pronta. Davanti a quella montagna immensa, la sua reazione non è di paura, ma di determinazione: “Non è poi così alta,” dice al suo istruttore. “Possiamo scalarla un giorno.”

52 giorni di coraggio verso la vetta del mondo

L’ascesa all’Everest richiede cinquantadue giorni di cammino, ostacoli, valanghe, vento e gelo. Ma Poorna non si arrende. Con passo costante, affronta ogni tappa con forza e lucidità. Fino a quando, in cima al mondo, piange non più per paura, ma per gioia. Ha compiuto qualcosa di incredibile, diventando un’icona mondiale dell’alpinismo giovanile e femminile.

Con questo traguardo, entra nella storia come la più giovane scalatrice dell’Everest mai esistita.

Una montagna dopo l’altra: la sfida continua

Dopo l’Everest, Poorna continua a spingersi oltre. Scala anche il Kilimangiaro, in Tanzania, un’altra delle Seven Summits. Tuttavia, la sua “vetta” più importante è un’altra: diventare agente di polizia, proprio come l’insegnante che ha creduto in lei fin dal primo momento.

La sua missione ora è ispirare altre ragazze, specialmente in contesti rurali o svantaggiati, a credere nei propri sogni. Con la sua vita dimostra che le donne — indipendentemente dalla loro origine o condizione sociale — possono conquistare le vette più alte, letteralmente e simbolicamente.

L’eredità di Poorna Malavath: donne che ispirano

La frase che meglio riassume la visione di Poorna è: “Ho voluto dimostrare che le femmine possono fare qualsiasi cosa.”

E questo è esattamente il messaggio che vogliamo trasmettere anche attraverso il nostro blog Donne di Montagna. La sua storia è un esempio potente di empowerment femminile, resilienza e libertà.

Poorna ci insegna che non esistono limiti invalicabili. Esistono sogni, passione e la forza di lottare. E se lei, da una realtà povera e marginalizzata, è riuscita a scalare l’Everest, allora anche noi — ciascuna con la propria vetta da raggiungere — possiamo farcela.

Marzia Bortolameotti    #donnedi montagna

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