Salita a Capanna Margherita con guida alpina: un’esperienza al femminile che ti cambia dentro
Marzia Bortolameotti · 17 July 2025
Una partenza nel buio: inizia il cammino
Alle 4:30 del mattino, la luce delle frontali taglia il buio. Il silenzio è profondo, l’aria tagliente. Davanti a noi si apre il ghiacciaio del Lys, alle spalle resta il rifugio. Ci muoviamo in cordata, una dietro l’altra. Siamo donne che si sono conosciute nei giorni precedenti, ma è in questo momento che qualcosa nasce. Un’intesa sottile, fatta di rispetto e silenzi condivisi.
Dove si trova Capanna Margherita e cosa la rende speciale
Capanna Margherita è il rifugio più alto d’Europa: 4.554 metri, sulla Punta Gnifetti, nel massiccio del Monte Rosa. Non è una vetta nel senso stretto, ma una meta profondamente simbolica. Il suo fascino sta anche nella posizione estrema, spesso immersa tra nuvole e vento. È lì, tra ghiaccio e roccia, che si arriva dopo ore di salita, e ogni passo per arrivarci lascia un segno.
L’importanza della preparazione: corpo, mente e materiali
Allenamento e acclimatamento
Per affrontare la salita non serve essere alpiniste esperte, ma serve arrivare preparate. Camminate in montagna, buona resistenza aerobica e abitudine a escursioni lunghe aiutano. È fondamentale anche acclimatarsi bene: salire gradualmente e ascoltare i segnali del corpo.
Materiali
L’equipaggiamento necessario per salire a Capanna Margherita è quello necessario per ogni salita in ghiacciaio. Ecco l’essenziale:
Scarponi ramponabili
Ramponi e imbrago
Casco
Piccozza
Bastoncini telescopici
Zaino da 30-40 litri
Abbigliamento tecnico a strati
Giacca impermeabile e antivento
Guanti tecnici, cappello e buff
Occhiali da sole (cat. 4)
Crema solare alta protezione
Snack energetici e acqua
Molti materiali tecnici vengono forniti dalla guida.
Dormire alla Capanna Gnifetti: la tappa intermedia
Il giorno prima della salita si raggiunge la Capanna Gnifetti (3.647 m). È la base logistica per acclimatarsi e partire all’alba per la Margherita. Il pomeriggio è dedicato alla preparazione: controllo del materiale, ripasso delle tecniche, gestione delle corde. È anche un tempo prezioso per conoscersi e costruire fiducia reciproca.
La scelta di partire all’alba: una luce speciale
Partire prima dell’alba non è solo una necessità tecnica. Il ghiaccio è ancora duro, le condizioni più sicure. Ma c’è anche un significato simbolico: in quel buio condiviso, tra frontali e silenzi, si crea una connessione rara. Il passo si accorda, il respiro si armonizza. Non servono parole per sentirsi unite.
Il potere del gruppo femminile in alta quota
- La forza che nasce dalla sorellanza
Camminare in cordata tra donne crea uno spazio sicuro, potente. C’è sostegno reciproco, empatia, attenzione. Si accolgono le vulnerabilità e si condividono le forze. Il gruppo è un cerchio che protegge e incoraggia.
- Il coraggio di fermarsi
Clara ha scelto di fermarsi alla Capanna Gnifetti. Una decisione presa ascoltandosi. Fermarsi non è fallire. È un atto di forza, di lucidità. Anche questo è andare in montagna: sapere quando dire “mi fermo”, e farlo con dignità.
L’arrivo a Capanna Margherita: vento, nuvole e meraviglia
Dopo 3-4 ore di salita su ghiacciaio, si raggiunge Capanna Margherita. La sua sagoma si intravede tra le nebbie, incastonata nella roccia. Dentro, il rifugio offre calore, cibo e una vista che toglie il fiato. Qualcuna ordina una pizza. Tra sorrisi, mani gelate e occhi lucidi, ci si sente leggere. Non solo stanche, ma profondamente vive.
Il ruolo della guida alpina: sicurezza e ispirazione
Con una guida alpina come Elisabetta, tutto cambia. La sua presenza è solida, professionale ma anche umana. Non è solo chi apre la traccia, ma chi sa ascoltare, motivare, osservare. È la figura che rende l’esperienza accessibile, sicura e formativa.
Il ritorno a valle: ciò che resta nel cuore
La discesa non è un semplice ritorno. Si torna diverse. Con nuove consapevolezze, con un senso di potenza calma. Capanna Margherita rimane dentro, anche quando si tolgono i ramponi. È una memoria viva, che si riattiva in ogni sfida futura, in ogni nuova salita, anche nella vita quotidiana.
FAQ sulla salita a Capanna Margherita con guida alpina
Quando andare? Da fine giugno a inizio settembre, quando il rifugio è aperto e il ghiacciaio è stabile.
Serve esperienza? No, ma una buona forma fisica e voglia di mettersi in gioco.
Quanto dura la salita? Il secondo giorno prevede circa 3-4 ore da Capanna Gnifetti alla Margherita, più la discesa.
Posso partecipare da sola? Sì. Molte donne partono da sole e trovano nel gruppo Donne di Montagna una seconda casa.
#donnedimontagna
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