Scialpinismo sull’Etna 04/02/2025

Marzia Bortolameotti · 13 March 2025

La nostra avventura scialpinistica verso il cratere Bocca Nuova dell'Etna ha inizio la mattina del 4 febbraio 2025, 4 giorni prima della nuova eruzione che è avvenuta alla base di questo cratere a quota 3050m e che ha attratto nell'ultimo mese tanti curiosi per la spettacolarità della colata lavica, una lingua nera e rossa fumante, alta fino a 9 metri che avanza inesorabilmente verso valle

Siamo arrivati in van al parcheggio del Rifugio Sapienza, a circa 1.900 metri di quota la sera del 3 febbraio. Il cielo era limpido e stellato, e le luci di Catania brillavano in lontananza. Il primo incredulo sguardo sulla maestosità del Vulcano ce lo aveva regalato, poche ore prima, un inatteso spiraglio tra le nuvole. Stavamo camminando lungo le stradine ripide e attorcigliate intorno alla collina su cui è costruita la magnifica città di Taormina e ricordo di aver scambiato per nuvole quello che poi avrei capito essere il fumo che incessantemente esce dalle profondità della terra verso il cielo della Sicilia. Lungo la strada che sale da Zafferana Etnea al Rifugio Sapienza, alcuni cartelli segnalano le colate laviche degli anni passati, monito costante della potenza del vulcano e della sua capacità di avvicinarsi a quegli spazi che gli uomini hanno preso in prestito per costruirci le proprie abitazioni.

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Il risveglio è spettacolare: il sole illumina il paesaggio innevato, il mare risplende in lontananza e i crateri sommitali rilasciano dense fumarole. Dai crateri centrali, tra cui il cratere la Voragine (dal 2024 il più alto con i suoi 3403 metri), il cratere di Sud est e la Bocca Nuova, si alzano infatti pennacchi di gas e vapore, segno di una costante attività vulcanica. Mentre l'ascesa al cratere Sud-Est è vietata per motivi di sicurezza essendo stato negli ultimi anni il più attivo, il Cratere Bocca Nuova può essere raggiunto non senza aver prima consultato le guide alpine locali, che verificano quotidianamente l'attività del vulcano.

Abbiamo iniziato la nostra risalita sci ai piedi alle spalle del Rifugio Sapienza raggiungendo in circa un'ora la stazione superiore della telecabina, situata a 2.500 metri di quota. Da qui, attraverso un ampio vallone e tenendoci a sinistra della Montagnola abbiamo continuato a salire progressivamente fino a raggiungere la zona di Torre del Filosofo, a circa 2.900 metri di altitudine.

Da Torre del Filosofo, l’itinerario continua su pendii sempre più ripidi, con una vista incredibile sui crateri sommitali. La traccia si inoltra tra colate laviche recenti e zone innevate, richiedendo attenzione per evitare i buchi creati dal calore residuo della colata del 2023. Durante la salita, abbiamo incontrato alcuni ragazzi del posto, con cui abbiamo condiviso impressioni ed entusiasmo.

Poco dopo, il soccorso alpino ci ha invitato a prestare attenzione ai fumi tossici, un rischio sempre presente in prossimità della zona sommitale.

Per evitare il fumo spinto dal vento da nord-ovest, abbiamo deciso di salire verso Bocca Nuova da ovest con un lungo traverso un poco ghiacciato che ci ha costretto a stare sulle lamine. Giunti a circa 50 metri dal cratere, abbiamo tolto gli sci e indossato i ramponi per muoverci tra le rocce, ma la quantità di gas emessi ci ha costretti a fermarci, rinunciando agli ultimi metri di ascesa.

L’Etna ci ha regalato la sensazione di trovarci in un paesaggio in costante trasformazione. Il manto nevoso su cui scivolavamo, effimero e mutevole, posava su una roccia altrettanto effimera, plasmata e rimodellata dal magma che si deposita incessantemente. La solidità della montagna era solo un’illusione: ogni passo, ogni curva sugli sci avveniva su un terreno destinato a cambiare, cancellando le nostre tracce in poche ore o giorni.

Tolte le pelli, l'Etna ci ha regalato una discesa stupenda su neve trasformata accompagnata da una certa apprensione per le dense nuvole bianche che salivano dal mare. L'ultimo tratto infatti si è rivelato un po' più impegnativo: sotto gli impianti, siamo stati sorpresi da un white-out che ha reso la navigazione difficoltosa. Nonostante le difficoltà, l'esperienza è stata entusiasmante e ci ha lasciato con il desiderio di tornare

Il nostro prossimo sogno è salire dal versante nord, partendo da Piano Provenzana (quota 1.800 m). Questo itinerario attraversa i boschi dell'Etna fino a raggiungere il versante settentrionale del cratere, offrendo una prospettiva diversa e affascinante del vulcano. Ancora più ambiziosa è l'idea di realizzare la traversata integrale dell'Etna, con partenza da nord e discesa sul versante sud, un'avventura che metterebbe alla prova la nostra resistenza e capacità di orientamento.

Nel frattempo, l'attività vulcanica prosegue: negli ultimi giorni, l’Etna ha dato vita a fontane, un serpentone di lava che è sceso fino a 1800 m di quota e vivaci esplosioni, testimoniando la sua meravigliosa potenza.

L'Etna ci ha regalato emozioni forti e la promessa di nuove esperienze davvero fuori dall'ordinario. Torneremo!

Racconto di Catia Baldassarri  - Ringraziamo a Riccardo Brussa per le splendide foto

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