Un riconoscimento in quota: Donne di Montagna raccontata da Il Sole 24 Ore

Marzia Bortolameotti · 9 October 2025

Qualche giorno fa abbiamo vissuto un momento che sentiamo come una pietra miliare nel percorso di Donne di Montagna: Il Sole 24 Ore – Alley Oop ha dedicato un ampio articolo al nostro progetto, raccontando non solo dati, numeri e sfide, ma anche il senso più profondo del nostro impegno.

Questo riconoscimento non è soltanto un “pezzo apparso su un quotidiano nazionale”: è l’affermazione che ciò in cui crediamo — visibilità, inclusione e legittimazione della presenza femminile nei luoghi alti — sta acquisendo spazio concreto anche nel racconto pubblico italiano.

Nel pezzo di Silvia Pagliuca emergono dati che tolgono il fiato, ma che servono da bussola per orientarci.

In Italia ci sono circa 1.500 guide alpine, ma meno del 2% sono donne.

Nel Club Alpino Italiano (CAI), le donne rappresentano il 38% degli iscritti, ma appena il 19% occupa ruoli di leadership diretta.

Numeri che confermano quanto sia radicata la disparità di accesso e riconoscimento anche nei luoghi “naturali” della montagna. Ma che, insieme, possono essere lo sprone a fare di più, meglio, insieme.

L’articolo ricostruisce anche le origini di Donne di Montagna: nate nel 2018, al convegno SAT “Montagna al femminile”, da esigenze condivise di connettere storie, esperienze e presente.

La fondatrice, Marzia Bortolameotti, è citata più volte e racconta le difficoltà personali, le barriere incontrate e le microaggressioni che ancora oggi condizionano la partecipazione delle donne in ambiti alpini storicamente maschili.

Donne di Montagna è diventata una community nazionale che organizza eventi, laboratori, incontri e progetti culturali, in dialogo con istituzioni e territori. Una rete che promuove formazione, sicurezza, consapevolezza e benessere, con un’attenzione particolare alle donne che desiderano vivere la montagna con fiducia e libertà.

Questa pubblicazione ci regala tre significati centrali.

Visibilità: non siamo più solo “dietro le quinte”, ma una voce riconosciuta nel racconto pubblico.

Legittimazione: quando un media autorevole parla di noi, istituzioni e partner iniziano a guardarci con occhi nuovi.

Motivazione: sapere che il nostro lavoro è visto e riconosciuto dà forza a tutta la community.

Naturalmente, questo riconoscimento non significa che tutto sia risolto. Le sfide restano: cambiare gli stereotipi, favorire la leadership femminile, rendere sostenibile il lavoro di rete e continuare a creare opportunità concrete per le donne che vogliono vivere la montagna da protagoniste.

Ma oggi, guardando indietro, possiamo dire che i passi fatti fin qui non sono stati a vuoto.

Questo articolo su Il Sole 24 Ore non è un punto di arrivo, ma una nuova partenza.

Ringraziamo Silvia Pagliuca per aver raccolto e restituito con sensibilità la nostra storia e quella di tante donne che in montagna continuano a farsi strada.

E grazie a ciascuna donna che cammina con noi: con i propri passi, la propria voce, la propria presenza.

Siamo qui per restare, per crescere e per fare in modo che la montagna parli sempre più al femminile.

Leggi l’articolo completo su Il Sole 24 Ore – Alley Oop:

https://alleyoop.ilsole24ore.com/2025/10/03/montagna-donne/

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