Zohreh Ofoghi: la donna che ha scelto di scalare anche l’aria
Marzia Bortolameotti · 13 November 2025
In Iran, dove per decenni la montagna è stata un luogo riservato agli uomini, una donna ha deciso di riscrivere le regole.
Si chiama Zohreh Ofoghi — ed è la prima guida di alta montagna donna dell’intero Paese.
Ma non si è fermata lì: è anche la prima base jumper iraniana, una di quelle che le vette non si accontentano di raggiungerle, vogliono anche imparare a volarci sopra.
Una vita controcorrente
Nata in una famiglia tradizionale, Zohreh cresce in un contesto dove le scelte di una donna sono spesso già scritte.
Eppure, fin da bambina, guarda alle montagne come a qualcosa di più di un orizzonte.
Le vede come una promessa di libertà.
Inizia a camminare, poi ad arrampicare, fino a spingersi oltre ogni limite imposto dal suo contesto sociale.
La sua determinazione la porta dall’Iran all’Himalaya, dal Kirghizistan a Chamonix, per formarsi come guida alpina e aprire un sentiero che, prima di lei, nessuna donna aveva percorso.
Un cammino fatto di ostacoli, pregiudizi, ma anche di incontri e di solidarietà tra chi, come lei, crede che la montagna sia un diritto di tutte.
Per Zohreh, ogni scalata è un gesto di affermazione.
Nel suo Paese, dove ancora oggi molte donne faticano a esprimersi liberamente, indossare un’imbragatura o affrontare un ghiacciaio significa reclamare spazio, voce, identità.
La montagna diventa così una forma di resistenza e di libertà, un terreno neutro dove ciò che conta non è il genere, ma la forza interiore.
E quando ha iniziato a praticare base jumping, saltando dalle vette per planare tra le pareti di roccia, il suo messaggio è diventato ancora più potente:
“Non basta conquistare la cima. A volte bisogna anche imparare a lasciarsi andare.”
Una lezione per tutte noi
Zohreh Ofoghi oggi è un simbolo, non solo per le alpiniste, ma per ogni donna che decide di cambiare rotta.
La sua storia ci ricorda che la libertà non è mai un dono, ma un percorso fatto di scelte coraggiose, di paura affrontata, di ostacoli trasformati in trampolini.
Come le montagne che attraversa, Zohreh è roccia e vento: radicata e leggera, decisa e capace di abbandonarsi al vuoto con fiducia.
E in questo equilibrio tra forza e vulnerabilità, c’è tutto il senso dell’essere donna in montagna oggi.
Perché raccontiamo la sua storia
Donne di Montagna nasce anche per questo: per dare voce a chi apre vie impossibili, per ispirare chi sta ancora cercando la propria, per ricordare che la montagna è un linguaggio universale — e che ogni passo, ogni salto, ogni respiro in quota è un atto di libertà.
“Ogni passo è una conquista. Ogni vetta, una rinascita.”
More articles
- WIN - Women in Nature e le sue Ambassador
WIN - Women in Nature, nato per celebrare, connettere e valorizzare le donne che vivono la montagna e la natura con passione, determinazione e rispetto, ha le sue Ambassador. - Attraversare la bellezza: il valore dei cammini - Oropa
Il cammino non è una semplice camminata, ma una forma di meditazione in movimento. - La natura che cura: neuroscienze e benessere outdoor
Le neuroscienze e la neurobiologia hanno rivelato che l'esposizione agli ambienti naturali non è solo una piacevole sensazione soggettiva, ma produce una vera e propria riorganizzazione neurofisiologica del nostro cervello - Montagne illustrate
Storie (illustrate) di montagna - Yoga e natura
Praticare yoga all'aperto. Conversazione con Benedetta Parroni, insegnante di yoga a Roma - Il silenzio ritrovato
Elogio del silenzio