Passo dopo passo nel cuore dell’Appennino: la magia del Cammino del Gran Sasso
Simonetta Sandri · 20 ottobre 2026
Ci sono luoghi dove la terra sembra parlare a voce alta e la montagna non è soltanto un paesaggio, ma una presenza viva. Il Cammino del Gran Sasso è una di queste rarità: un itinerario ad anello che abbraccia l’imponente "Sua Maestà" il Gran Sasso d’Italia, conducendo il camminatore attraverso altopiani sconfinati, borghi medievali arrampicati sulla roccia e antiche tradizioni pastorali
Un percorso ad anello che parte da Fonte Cerreto, alla base della funivia del Gran Sasso nel territorio comunale dell’Aquila, e si sviluppa nelle seguenti tappe: la prima parte dall’arrivo della funivia a Campo Imperatore ed arriva fino a Castel del Monte attraversando la piana di Campo Imperatore e il suggestivo Canyon dello Scoppaturo, set naturale di numerosi film; la seconda tappa va da Castel del Monte alla Rocca di Calascio, attraversando il Pianoro di San Marco e superando il Colle della Battaglia; la terza conduce dalla Rocca di Calascio a Santo Stefano di Sessanio; la quarta arriva fino a Barisciano, la quinta e ultima consente di tornare da Barisciano a Fonte Cerreto attraverso le pendici del Monte Ruzza, il rifugio di Montecristo e la cresta di Valle Fredda.
Un viaggio tra roccia, silenzio e orizzonti infiniti
Percorrere questo cammino significa immergersi in una varietà di paesaggi che lascia senza fiato. Dai pascoli sconfinati di Campo Imperatore - non a caso definito da Fosco Maraini il Piccolo Tibet appenninico e set di molti film fra cui Il deserto dei Tartari e Il nome della rosa - fino alle gole boscose e ombrose che nascondono corsi d'acqua cristallini, ogni giornata offre uno scenario completamente nuovo.
Non si tratta solo di una sfida fisica, ma di un'esperienza unica, quasi meditativa:
- Il silenzio dei grandi spazi: sentire solo il rumore dei propri passi lungo i sentieri d'alta quota.
- I borghi incantati: luoghi dal fascino immortale come Santo Stefano di Sessanio, con la sua architettura in pietra bianca, e Rocca Calascio, la cui rocca domina la valle con la regalità di un set cinematografico naturale.
- I sapori autentici: il calore dell'accoglienza abruzzese nelle tappe serali, tra arrosticini, formaggi di pecora stagionati e un bicchiere di Montepulciano d'Abruzzo.
Scheda Tecnica e Logistica
Per chi desidera mettersi in cammino, ecco numeri e dettagli principali dell'itinerario:
- Lunghezza totale: ~61 km (ad anello)
- Partenza / Arrivo: Fonte Cerreto / Campo Imperatore (AQ)
- Dislivello cumulato: ~2.300 m D+ / D-
- Difficoltà: E (Escursionistico) – Richiede un discreto allenamento
- Periodo consigliato: da tarda primavera ad autunno inoltrato (Maggio – Ottobre)
Le 5 Tappe Ufficiali
L'itinerario classico permette di gustarsi la montagna senza fretta e dedicare tempo alla visita dei borghi:
- Campo Imperatore ➔ Castel del Monte: ~22 km (+350 m / -1.150 m) | Attraverso la vastità dell'altopiano
- Castel del Monte ➔ Rocca Calascio: ~9 km (+450 m / -380 m) | Salita alla celebre rocca medievale
- Rocca Calascio ➔ Santo Stefano di Sessanio: ~5 km (+180 m / -320 m) | Breve e panoramica tappa tra borghi
- Santo Stefano di Sessanio ➔ Barisciano: ~8 km (+550 m / -795 m) | Scesi verso le porte del Parco
- Barisciano ➔ Fonte Cerreto: ~17 km (+770 m / -630 m) | Rientro ai piedi del massiccio
Consigli pratici prima di partire
- Acqua e rifornimenti: alcune tratte in quota (specie su Campo Imperatore) non offrono punti d'acqua intermedi; è fondamentale partire con una scorta idrica adeguata (almeno 2 litri).
- Abbigliamento: trattandosi di un ambiente montano tra i 900 e i 2.100 metri, il meteo può cambiare rapidamente. Essenziale il vestiario a strati, guscio impermeabile e scarponi da trekking.
- Accoglienza e credenziale: nei borghi di tappa si trovano B&B, rifugi ed ostelli. Si può chiedere la Credenziale del Cammino per timbrare i passaggi lungo il percorso.
Qualche curiosità
Campo Imperatore
- Pascoli e fioriture: A quasi 1.800 metri, la vasta prateria è un trionfo di biodiversità con orchidee spontanee, stelle alpine, genepì, viole montane e il raro croco (che fiorisce rompendo le ultime nevi invernali tra macchie viola, lilla e bianche).
- I laghi e lo "specchio d'Abruzzo": La piana ospita specchi d'acqua glaciali; il più celebre è il Lago di Pietranzoni (1.660 m), detto "Specchio del Gran Sasso", famoso per i riflessi delle vette sulle sue acque.
- Panorami mozzafiato: da Vado di Corno (1.924 m) lo sguardo abbraccia sia il versante aquilano che quello teramano, la maestosa parete del Corno Grande (2.912 m) e, nelle giornate limpide, perfino il Mare Adriatico.
- Il giardino botanico "Vincenzo Rivera" (2.117 m): nato negli anni '50 per intuizione del botanico Rivera e poi affidato all'Università dell'Aquila, è un laboratorio a cielo aperto nato per proteggere e studiare le rarissime piante ad alta quota dell'Appennino Centrale.
- La Chiesa più alta d'Italia e il Papa sciatore: accanto allo storico albergo sorge la chiesa consacrata di "La Madonna della Neve", la più alta d'Italia e tra le più elevate d'Europa. Fu consacrata nel 1993 da Papa Giovanni Paolo II, che amava sciare in incognito su queste montagne per trovarvi silenzio e meditazione.
- Il canyon e il cinema western: lungo il cammino si incontrano i ruderi della Chiesa di Sant’Egidio e si entra nel Canyon dello Scoppaturo, set cinematografico naturale dove nel 1976 fu girato il film western Keoma con Franco Nero.
- Il Borgo dei pastori e delle "streghe": a 1.346 metri, questo borgo medievale (inserito tra i Borghi più belli d'Italia) accoglie con le sue tipiche case-torri, la tradizione transumante e antiche leggende legate alle "streghe".
- L'esperienza gastronomica: le macellerie-bracerie: è la mecca dei "Gutesser" (i viaggiatori del "buon mangiare" etico e conviviale). Presso le macellerie-bracerie locali è possibile acquistare salumi, formaggi ad alta quota e gli arrosticini a filiera corta. Le strutture mettono a disposizione panche, tavoli e fornacelle con brace già pronta, offrendo un'esperienza di condivisione e ristoro d'altri tempi all'aria aperta.
Castel del Monte
- Arte diffusa: nel centro storico, le pareti di case in disuso e fondaci sono diventate gallerie a cielo aperto curate dall'Accademia di Belle Arti dell'Aquila.
- Chiesa della Madonna del Suffragio (o dei Pastori): sede dal 1685 della Compagnia delle Anime del Suffragio, la chiesa scandiva la vita dei pastori.
- Gastronomia e artigianato: famoso per le carni e i salumi, spiccano il Canestrato di Castel del Monte (Presidio Slow Food) e il Marcetto (crema piccante di formaggio fermentato). Molti i prodotti realizzati a mano con la morbida lana locale.
Rocca Calascio
- La Fortezza di Rocca Calascio: a circa 1.460 metri d'altezza con vista sulla valle del Tirino e la piana di Navelli, è stata definita dal National Geographic come “una delle fortezze più belle del mondo”.
- Hollywood d'Abruzzo: la zona tra Rocca Calascio e Santo Stefano di Sessanio è celebre per aver ospitato importanti produzioni cinematografiche tra cui Ladyhawke, Il nome della rosa, Il viaggio della Sposa, Padre Pio, L'orizzonte degli eventi.
- La Chiesa tratturale di Santa Maria della Pietà: piccolo tempietto ottagonale con cupola ad otto spicchi, a circa 1.500 m. lungo il sentiero verso Santo Stefano di Sessanio. Costruita nel 1596 su un'antica edicola votiva, sorge nel punto esatto in cui la popolazione locale riuscì a sconfiggere una banda di briganti che la saccheggiava. Al suo interno ospita la raffigurazione di una Vergine miracolosa e una scultura di San Michele armato.
Santo Stefano di Sessanio
- Architettura fiorentina tra le montagne: Il centro storico presenta sovrapposizioni rinascimentali in gusto toscano, segno della passata dominazione dei Piccolomini e dei Medici (in particolare sotto Francesco de' Medici).
- Il modello dell'albergo diffuso: caduto nello spopolamento (da 1.400 ad appena 100 abitanti), il borgo è rinato grazie all'imprenditore Daniele Kihlgren. Il restauro è stato totalmente conservativo e sostenibile: niente cemento armato, tetti in legno consolidati con catene e alloggi arredati con mobili d'epoca e tessuti tradizionali.
- Tradizioni artigianali. In epoca medicea, il borgo era famoso per il commercio di questa particolare lana nera grezza, la lana “carfagna”, lavorata a Firenze. Oggi giovani imprenditori (come Valeria Gallese) hanno riscoperto la lavorazione di questa preziosa lana, creando prodotti 100% naturali ed ecosostenibili.
- La "carne dei poveri": le celebri lenticchie, piccolo e saporito legume oggi Presidio Slow Food, in passato erano considerate l'alimento base della popolazione locale.
- Sagra e piatti tradizionali: la prima domenica di settembre si tiene la storica Sagra delle Lenticchie. Tra i piatti tipici spiccano le zuppe calde abruzzesi e la pasta tradizionale come le "sagne a pezze" (o "tacconelle").
Foto Rocca Calascio e Santo Stefano di Sessanio di Francesca Toti
Barisciano
- Eredità romana: è sorta tra il VI e l’VIII secolo dall'abbandono delle vicine città romane di Furfo e Peltuino.
- Il regno dei pastori: la storia del paese è legata alle grandi famiglie armentizie e alla transumanza. Oltre al pascolo, il territorio produceva zafferano, patate, frumento, mandorle e lenticchie.
- I ruderi in vetta: il borgo è sovrastato dai resti di un'antica cinta fortificata situata sulla montagna.
- Le "Locce": nella Piana delle Locce si trovano numerosissimi ricoveri scavati direttamente nella roccia, usati in passato come appoggio da agricoltori e pastori.
- Affreschi del '300: la chiesa del Buon Consiglio (o Capo di Serra) risale al 1300 e contiene affreschi legati ai celebri cicli pittorici di Bominaco e Fossa. In passato è servita anche come ospedale e ospizio.
- Il Convento-Orto Botanico: l'ex-convento francescano di San Colombo (XVI sec.) è oggi una Dimora Storica immersa in una querceta secolare che ospita il Centro Ricerche Floristiche dell’Appennino con un Orto Botanico.
- Il Tempietto solitario: lungo il percorso verso Fonte Cerreto sorge il solitario e suggestivo Tempietto di Sant’Eusanio a 1402 metri di altitudine.
- Il lago ghiacciato: nel Piano di Fugno le acque piovane formano il Lago di Filetto, un bacino che in inverno si presenta quasi sempre completamente ghiacciato.
- Abbeveratoi di montagna: a Fonte Vedice è presente un piccolo laghetto montano adibito storicamente all'abbeverata degli animali al pascolo.
Immagine in evidenza Maria Laura Catalogna, Pexels, Fiori selvatici dai colori vivaci spuntano tra le rocce del Parco Nazionale del Gran Sasso in Abruzzo
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