Attraversare la bellezza: il valore dei cammini - Oropa
Simonetta Sandri · 22 settembre 2026
Il cammino non è una semplice camminata, ma una forma di meditazione in movimento.
In Italia, percorrere gli antichi sentieri significa immergersi in una bellezza fatta di borghi arroccati, boschi millenari, colline modellate dal tempo e orizzonti che calmano il pensiero.
L'Italia possiede una trama unica al mondo, dove ogni passo intreccia la grandiosità della natura con una spiritualità profonda e diffusa - quella custodita nel silenzio delle pievi campestri, dei santuari isolati e delle pietre consunte dal passaggio di generazioni di pellegrini. Orme del passato che restano presenti.
Camminare restituisce valore al tempo e allo spazio. Nella vita di tutti i giorni, abituata ai ritmi frenetici e alla disconnessione, mettersi in viaggio a piedi diventa un atto di cura per sé stessi: insegna l'essenzialità, la pazienza e l'ascolto interiore.
Le esperienze di WIN: unire salute e territorio
All'interno dei percorsi di benessere di WIN, l'esperienza dei cammini occupa un posto centrale. Non si tratta semplicemente di attività motoria, ma di un approccio integrato alla salute che unisce movimento, natura e crescita personale.
- Riconnessione interiore: Momenti dedicati al silenzio, alla respirazione e alla consapevolezza di sé lungo itinerari dalla forte carica spirituale.
- Valorizzazione del territorio: Riscoperta del patrimonio paesaggistico e culturale italiano fuori dalle rotte del turismo di massa.
- Condivisione e comunità: Il cammino come spazio di confronto autentico, dove la fatica condivisa crea legami profondi tra i partecipanti.
- Benessere sistemico: Igiene di vita, prevenzione e rigenerazione mentale stimolate dal contatto prolungato con l'ambiente naturale.
Attraverso questi percorsi, WIN invita a riscoprire la meta non come un punto d'arrivo, ma come il trasformarsi passo dopo passo lungo la strada, un mezzo per scoprire un territorio meraviglioso, le comunità che lo abitano, le produzioni tipiche del territorio, alla giusta velocità. Uno spazio di decompressione che mette in pausa il rumore quotidiano e riallinea il corpo con la mente, trasformando la fatica fisica in una chiarezza interiore che raramente si trova nel caos di tutti i giorni. Vi abbiamo parlato sia del camminare che del silenzio.
Lungo il sentiero, il paesaggio non fa semplicemente da cornice, ma diventa un interlocutore attivo. Ogni salita e discesa insegnano la misura delle proprie forze, ogni pianura offre respiro e il contatto costante con gli elementi naturale e le tracce della storia restituisce una prospettiva più autentica sulla vita. Guardando il cielo.
Oggi vi parliamo del Cammino di Oropa, un bellissimo e intenso itinerario a tappe di trekking e pellegrinaggio tra la pianura canavesana e le Alpi Biellesi.
I veri miracoli non sono camminare sulle acque o volare nell'aria, ma camminare sulla terra. Thích Nhất Hạnh
I tracciati principali del Cammino di Oropa
L’itinerario a tappe parte dalla pianura canavesana/biellese e Val d’Aosta e rappresenta una delle vie d'accesso storico-paesaggistiche più suggestive al Santuario di Oropa, dedicato alla Madonna Nera e situato a oltre 1.100 metri di altitudine, uno dei complessi mariani più grandi e maestosi delle Alpi, patrimonio UNESCO.
Vi sono quattro percorsi:
- Via della Serra (da Santhià a Oropa): è il percorso classico, lungo circa 65 km, diviso generalmente in 3 o 4 tappe. Parte dal nodo ferroviario di Santhià, attraversa la Serra Morenica di Ivrea e sale verso i boschi del Biellese.
- Via Orientale (da Valle Mosso a Oropa): è il più tecnico e impegnativo tra gli itinerari che conducono ad Oropa, di circa 34 km. Può essere percorso nelle due direzioni: partendo da Valle Mosso, attraversando la Valle Cervo e giungendo infine al Santuario di Oropa, oppure può essere un prolungamento ideale del viaggio per coloro che arrivano a Oropa dopo aver percorso o il Cammino della Serra o il Cammino Canavesano. Può essere frazionato in 3 tappe dai più allenati o da coloro che lo percorrono da Oropa in direzione di Valle Mosso, oppure in 4 brevi tappe che “ammortizzano” il dislivello di più di 1.000 metri che si deve affrontare per arrivare al Bocchetto Sessera da coloro che invece lo percorrono in direzione di Oropa.
- Via Canavesana (da Valperga a Oropa): variante panoramica, , di circa 84 km divisa in 5 tappe, che attraversa i rilievi del Canavese toccando il Sacro Monte di Belmonte prima di ricongiungersi verso la valle Elvo.
- Via Valdostana (da Fontainemore a Oropa): è un itinerario che ripercorre la storica processione che avviene ogni cinque anni verso il Santuario, tradizione dalle origini antichissime. Il cammino è suddiviso in due tappe, di breve lunghezza ma elevato dislivello, che si consiglia di affrontare in due giorni, senza accorparle.
Quali sono le tappe della via classica?
Il percorso si sviluppa in 4 tappe per un totale di circa 62 km, partendo dal nodo ferroviario di Santhià:
- Tappa 1: Santhià ➔ Roppolo (16,5 km): Cammino pianeggiante tra risaie e colline fino al Castello di Roppolo e al Lago di Viverone.
- Tappa 2: Roppolo ➔ Sala Biellese (13,7 km): Salita sulla Serra Morenica di Ivrea, la collina morenica più grande d'Europa, immersi nei boschi di castagni.
- Tappa 3: Sala Biellese ➔ Santuario di Graglia (16,1 km): Tratto panoramico tra i borghi e i boschi delle Prealpi biellesi, fino a raggiungere il secondo santuario del percorso.
- Tappa 4: Santuario di Graglia ➔ Santuario di Oropa (15,1 km): Tappa finale più impegnativa con salite e dislivello significativo, che regala la vista sul vallone di Oropa prima dell'arrivo al Sacro Monte.
Caratteristiche e Logistica
- Segnavia e Credenziale: il cammino è tracciato con la segnaletica ufficiale (sfondo giallo con la sagoma della corona). Sulla Credenziale del Pellegrino si raccolgono i timbri lungo i comuni e i rifugi fino all'arrivo alla Basilica Superiore. La carta dà accesso alle strutture di accoglienza convenzionate.
- Difficoltà: è progressiva. Le prime tappe in pianura e collina sono più semplici, mentre le altre presentano saliscendi e salite montane con pendenze varie.
- Stagionalità: è percorribile da primavera a autunno. Tra fine novembre e aprile i tratti più alti possono presentare neve o ghiaccio.
Per affrontare il Cammino, la parola d'ordine è leggerezza: l'ideale è mantenere lo zaino sotto gli 8-10 kg (compresa l'acqua). Il percorso si sviluppa prevalentemente su sentieri e strade sterrate con dislivelli montani nella parte finale.
Abbigliamento consigliato (a strati e da verificare con la guida che vi accompagna)
- Calzature: Scarpe da trail running o scarponcini da trekking bassi: flessibili, traspiranti e già ben rodati (evitare scarpe nuove); 2-3 paia di calze tecniche: da trekking, anti-vesciche e in tessuto sintetico o lana merino.
- Strato base (intimo e maglie): 2-3 magliette tecniche a manica corta, in materiale sintetico o traspirante ad asciugatura rapida (no cotone); Intimo sintetico/tecnico, 2-3 cambi.
- Strato intermedio e pantalone: 1-2 pantaloni tecnici, un paio modulare/stagionale (convertibile con zip) o leggero, e un paio corto/pantaloncino; 1 microfleece / pile leggero, fondamentale per la sera o per le tappe più alte nei pressi dei Santuari di Graglia e Oropa.
- Protezione dalle intemperie: guscio impermeabile/giacca antivento, in Gore-Tex o simile; mantellina/Poncho da pioggia che copra persona e zaino.
Curiosità: le origini e la statua della Madonna Nera
La tradizione attribuisce la nascita del santuario a Sant'Eusebio, vescovo di Vercelli nel IV secolo d.C. Secondo la leggenda, Eusebio avrebbe portato la statua lignea della Madonna Nera direttamente da Gerusalemme per nasconderla nella conca di Oropa ed eliminare i culti pagani preesistenti legati alle pietre della valle.
- La scultura: una statua in legno di pino cimbro realizzata nel XIII secolo da uno scultore valdostano. Il volto scuro della Vergine e del Bambino richiama la tradizione iconografica delle Madonne Nere medievali.
- Prodigi e conservazione: si attribuiscono alla statua diversi fenomeni inspiegabili: non mostra alcun segno di tarlo o usura nonostante i secoli, i piedi della Vergine non accumulano polvere e, secondo la tradizione, nei tentativi storici di spostarla la statua divenne improvvisamente così pesante da impedire il trasferimento.
Significato Religioso e Storico
Il complesso è un luogo di preghiera ma anche simbolo di coesione comunitaria e storica:
- I Voti della Città di Biella: nel corso dei secoli la comunità biellese si è affidata alla Madonna di Oropa per superare epidemie (come la peste del XVII secolo). Ancora oggi si svolgono solenni pellegrinaggi a piedi per sciogliere antichi voti cittadini.
- L'Incoronazione Centenaria: a partire dal 1620, ogni 100 anni (l'ultima si è tenuta nel 2021, posticipata dal 2020) si celebra il rito solenne dell'Incoronazione della Madonna Nera con tiare impreziosite da gemme donate dai fedeli.
- Il Sacro Monte: situato appena fuori dal nucleo principale del santuario, è composto da 12 cappelle dedicate alla vita della Vergine Maria, realizzate tra il XVII e il XVIII secolo per dare ai pellegrini un cammino meditativo per immagini.
Riconosciuto dall'UNESCO come Patrimonio Mondiale dell'Umanità dal 2003, quest’ultimo è un complesso immerso nella riserva naturale che sorge a Ovest del Santuario principale.
La costruzione del Sacro Monte nacque per volontà del padre cappuccino Fedele da San Germano in concomitanza con la prima solenne incoronazione della Madonna Nera del 1620. In linea con la dottrina della Controriforma, il progetto mirava a creare una "Bibbia di pietra e terracotta" per raccontare la storia della Vergine Maria ai pellegrini analfabeti attraverso scene tridimensionali e realistiche. I lavori si protrassero fino al primo Settecento, coinvolgendo illustri architetti (tra cui Bernardo Antonio Vittone) e importanti scultori di statue in terracotta dipinta a grandezza naturale (come i fratelli D'Enrico).
L'itinerario è concepito come un percorso di purificazione in salita che attraversa il bosco. Il progetto originale prevedeva ben 20 cappelle, ma ne furono completate 12 dedicate alla vita e alle storie della Vergine Maria, a cui si aggiungono 7 cappelle dedicate a episodi biblici o santi lungo la strada di accesso.
C’è spazio per tutti. Buon cammino!
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